Roma, dal 20 al 22 maggio il Festival delle Scienze su Einstein

Roma, dal 20 al 22 maggio il Festival delle Scienze su Einstein

E’ passato un secolo dalla pubblicazione della teoria sulla relatività generale del famosissimo Albert Einstein, ed ecco perché il Festival delle Scienze, prodotto dalla Fondazione Musica per Roma, diretto da Vittorio Bo e Jacopo Romani con la collaborazione del fisico Giovanni Amelino Camelia, ha deciso di celebrare lo scienziato tedesco. Dal 20 al 22 maggio all’Auditorium Parco della Musica di Roma ci saranno tre giorni di incontri, conferenze e mostre dedicate alla scienza.

“Cento anni fa veniva pubblicata la teoria della relatività generale di Albert Einstein, che entrerà nella storia della scienza e rivoluzionerà la fisica e astrofisica del secolo a seguire. La relatività generale ci spiega come gli effetti della forza di gravità tra le masse siano determinati da come queste ultime `curvino’ lo spazio-tempo e, tra le altre cose, predice che le deformazioni dello spazio-tempo possano propagarsi in forma di onde”, rendono noto sul sito dell’Auditorium Parco della Musica di Roma tramite un comunicato ufficiale.

“E quest’anno l’esistenza di queste onde gravitazionali è stata dimostrata sperimentalmente. Quest’ultima conferma aggiunge ancora più fama a quella che è senza dubbio la teoria scientifica piu nota, almeno di nome, al grande pubblico. E ancor più della teoria, Einstein stesso rappresenta la figura di scienziato per eccellenza, geniale, eclettico, il cui contributo non si è ‘limitato’ all’ambito scientifico ma è stato anche difensore appassionato dello spirito umano, dell’immaginazione e della creatività, nonché promulgatore della pace nel mondo e del disarmo nucleare. Il Festival delle Scienze, alla sua undicesima edizione, vuole celebrare questa straordinaria teoria, la sua più recente conferma sperimentale e uno degli scienziati più famosi. Più in generale, il festival vuole celebrare il metodo scientifico come il modo più efficace a disposizione dell’umanità nel suo avanzare nel percorso conoscitivo, basato sulle evidenze più solide a disposizione ma lasciando sempre aperta la porta al dubbio”, prosegue il post.

“Il programma si concentrerà su domande non solo di fisica e astrofisica ma anche di storia, sociologia e psicologia; cercheremo, per esempio, di capire cosa sappiamo della gravità, dello spazio-tempo e cosa aggiungono le onde gravitazionali a quello che sapevamo; cosa si nasconde nella cosiddetta materia oscura o nei buchi neri o se i viaggi nel tempo sono davvero possibili. Ma ci domanderemo anche se possiamo davvero escludere di essere una simulazione al computer, se la percezione dello spazio-tempo è relativa all’ambito culturale o linguistico, quale rapporto vada cercato tra fisica e spiritualità e cosa può fare la scienza per la pace nel mondo. La prospettiva sarà quella della ricerca più avanzata, riunendo i grandi nomi della ricerca scientifica italiana e internazionale ma anche filosofi e storici della scienza, giornalisti ed esperti per capire, discutere e celebrare il metodo scientifico e uno dei suoi campioni più importanti”, conclude l’articolo.

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