Il mare e le energie rinnovabili, il futuro è dietro l’angolo

Il mare e le energie rinnovabili, il futuro è dietro l’angolo

Il mare e le energie rinnovabili, il futuro è davvero dietro l’angolo.

Certo che al mare abbiamo sempre pensato in tutti i modi possibili e immaginabili, in tutte le salse. I bagni, le spiagge, il sole, il calore, le isole, e chi più ne ha più ne metta. Il mare in fondo è acqua, e quindi fonte di vita, poiché pare proprio che dove c’è acqua c’è vita; dove non c’è la vita non ci sta.

Sembra una banalità, ma è così. Per cui il mare è vita ed è fonte di vita, di sostentamento. Nel mare troviamo nutrimento, la possibilità di spostarci da una parte all’altra del globo; dal mare ricaviamo il sale; sul mare ci facciamo un sacco di sport, oltre al fatto del piacere puro di navigare. Insomma, se la superficie della nostra piccola, infinitesimale Terra è coperta per due terzi dalle acque, vuol dire che il mare è una cosa importante, comunque la vogliamo mettere.

E potremmo continuare così all’infinito, cantando le lodi di questa immensa distesa di acqua salata che avvolge i continenti, sotto la quale ci stanno pure altrettanto immense risorse di energia. A cominciare dal petrolio e dal metano. Sotto il mare andiamo sempre più spesso a trivellare (non sappiamo se quanto coscientemente) per estrarre dal suolo l’energia vitale che ci serve per il nostro sostentamento quotidiano.

Ma una domanda, a questo punto, sorge spontanea: può il mare stesso essere una fonte di energia? Magari come lo è il vento, che ormai da decenni si riesce anche a sfruttare in termini di energia eolica? Se riusciamo a ingabbiare il vento, possiamo fare una cosa simile, magari parzialmente, anche col mare?

Ebbene pare proprio di sì, se è vero, come è vero, che gli studi e le tecniche si sono progressivamente orientati verso la conoscenza e l’approfondimento della cosiddetta energia del mare, chiamata anche, in lingua inglese, Ocean Energy. Nel corso del tempo sono state studiate tecnologie, anche molto diverse fra loro, finalizzate proprio allo sfruttamento della Ocean Energy.

Il mare e le energie rinnovabili

Sfruttando il potenziale di onde, maree, correnti, differenze di salinità e di temperatura, si è capito che si possono gettare le basi per un’utilizzazione in grande stile dell’energia del mare.

Per esempio si può sfruttare l’energia delle maree, o energia mareomotrice. Lo spostamento di immensi quantitativi d’acqua può consentire la generazione di energia elettrica attraverso la creazione di impianti a barriera che sfruttano l’energia potenziale connessa al movimento del livello del mare. Come noto, le maree sono generate fondamentalmente dall’attrazione gravitazionale della Luna, e quindi sono predicibili. Ma pare che i costi dell’operazione siano molto elevati, così come non è indifferente l’impatto ambientale.

Poi c’è l’energia delle correnti, che assomiglia molto a quella eolica. Enormi masse di acqua riescono a muovere delle turbine inserite a una certa profondità nel mare; l’energia cinetica è quindi convertita in energia elettrica. Le correnti, ovviamente, più sono costanti e prevedibili e meglio è, altrimenti si rischia di fare “un buco nell’acqua”. In Italia un buon sito potrebbe essere quello dello Stretto di Messina, in forza della velocità delle correnti che si aggira intorno ad 1,5 metri al secondo.

Quindi c’è l’energia delle onde. La produzione di energia si ha tramite dispositivi flottanti che trasformano il movimento delle onde nel moto relativo di un rotore. Esiste anche l’energia dal gradiente salino, o energia osmotica. In base a questo meccanismo si sfrutta l’energia osmotica che deriva dalla differenza di salinità fra oceani e acqua dolce in corrispondenza delle foci dei fiumi.

Esiste infine l’energia dal gradiente di temperatura. O energia talassotermica. Questa sfrutta la differenza di temperatura fra acque superficiali più calde e quelle più profonde e fredde. Di mare ce n’è tanto, dobbiamo imparare prima possibile a utilizzarlo anche per produrre energia pulita.

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