Scalano l’Everest, ma solo con il Photoshop

Scalano l’Everest, ma solo con il Photoshop

Lo scorso 5 giugno Dinesh e Tarakeshwari Rathod, una coppia di poliziotti sposati da otto anni, si trovavano seduti in una conferenza stampa davanti alle più prestigiose autorità di Maharashtra, mentre annunciavano di aver realizzato il loro sogno: “Siamo la prima coppia indiana ad aver scalato l’Everest. Felicemente lo annunciamo al mondo. Era il nostro obiettivo da anni e ci siamo detti che se ci fossimo riusciti, avremmo avuto finalmente un figlio”.

Ma sembra che i due abbiano montato soltanto un’enorme bugia: comincia tutto lo scorso 23 maggio, quando i due trentenni originari di Pune, appoggiandosi alla Makalu Adventures in Nepal per due settimane, hanno dichiarato di essere riusciti in quel giorno a toccare quota 8.848 metri. Dopo aver osservato le foto e parlando con gli sherpa, l’agenzia gli rilascia i certificati ufficiali, fissando la conferenza per il 5 giugno.

Ma gli scalatori più esperti notano delle anomalie in quegli scatti, come la stessa luce: i coniugi hanno dichiarato di averle scattate alle 06.25, ora dell’arrivo in cima, ma le ombre indicano i riflessi tipici delle undici o poco dopo. In più le tute differenti, prima rosse e poi arancioni. “Impossibile cambiarsi a quelle quote, troppo freddo e troppa fatica” dichiarano ben otto alpinisti esperti, gli stessi che hanno denunciato la coppia.

Fra di loro c’è anche Satyarup Siddhanta, 33 anni, che su Facebook ha postato una serie di prove, dichiarando che sarebbe stato derubato delle sue foto private, che lo ritraevano mentre raggiungeva la vetta il 21 maggio, e che poi sarebbero state ritoccate con Photoshop per costruire la prova della loro grande scalata: “Assurdo, hanno preso le mie foto e le hanno modificate…e poi hanno anche ottenuto i certificati. Dove sta andando l’alpinismo? Vergognatevi!” scrive Siddhanta. Nelle foto postate si vedono le stesse persone sullo sfondo, solo che prima c’era il ragazzo e dopo viene sostituito dalla coppia.

A fronte delle numerose denunce, l’Ente del Turismo del Nepal ha aperto un’inchiesta sull’accaduto. Se le accuse verranno confermate, alla coppia verrà ritirato il certificato e i due potrebbero essere banditi per 10 anni dalle montagne dell’Himalaya.

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